17 (60) - Il sacrificio finale

L'universo è collassato e ridotto ad una singolarità, Strange si trova al di fuori di esso insieme ad Eternità, l'entità che incarna la conoscenza universale. Stephen ricorda che l'ultima sua azione, colpire Galactus, non produsse il risultato sperato, ovvero far sì che rilasciasse l'energia consumata. Piuttosto l'universo implose. Ma Strange è sopravvissuto perché non si trovava più lì: era all'Inferno, Mefisto l'aveva richiamato là, in quella realtà esterna. Insieme avevano deciso che se Strange avesse potuto, avrebbe riparato chirurgicamente i danni causati. Il Tribunale Vivente da il consenso per permettere a Strange di ripristinare l'universo senza interferire. Del resto il suo giuramento come medico si basa sul rispetto per il paziente.
Inizia quindi l'operazione di ricostruzione dell'universo, rivivendo ogni suo momento, il bene e il male, fino ad arrivare alla sua vita, che lascia intatta allo stesso modo.
Fino al momento in cui Zoloz arriva da lui: lo blocca con l'incantesimo di prigionia usato da Dormammu e poi gli spiega, con un incantesimo di verità, che la Terra si è salvata da Galactus per pure coincidenze e che non esiste un metodo ripetibile, se non che qualcuno si offra come suo Araldo. Ed è la scelta che farà Zoloz per salvare il suo pianeta.
L'universo è salvo ma Strange deve pagare ancora una volta il prezzo della magia: il patto stipulato con Mefisto deve essere onorato. E il diavolo, per puro sadismo, gli chiede l'unica cosa che è cara a Strange: l'amore di Clea. Stephen sarà costretto a cancellare il suo ricordo dalla mente dell'amata ed a proseguire da solo.
